San Francisco c'è se quest'isola per la pace e la serenità del luogo. Sono passati
quasi 800 anni, ma quella atmosfera così suggestiva è rimasta la stessa e c'è chi oggi decide
di venire qui in ritiro spirituale. Dal piccolo pronallo della chiesetta di San Francesco, il
Francescano accoglie i visitatori nell'isola, la pomosa isola di San Francesco che è arrivato
qui a Venezia nel 1220 con fratti illuminato. Dopo quattro anni qui c'era il primo convento
dell'Alta Italia fondato direttamente da San Francesco e i Francescani si trovano su questo luogo da
780 anni. Qui siamo nel primo chiostro che risale verso il 1230-1250, guardando da torno si vedono
ricordi del passato. Il governo ha costruito il convento, guardate le finestrine, sono piccole
strette con lo scopo che non entra il caldo e non entra anche il freddo. Tanta meraviglia
delle gente, padre perché si chiama deserto questo luogo. Grande meraviglia anche per me,
su luogo dove c'è tanta acqua c'è sia il deserto. È da ricordare però che nel 1250 e poi nel
1350 è scopiata qui la peste e la malaria, isola del deserto, cioè isola desertata. E ora dal
chiostro entriamo a visitare la chiesa le cui parti più antiche risalgono al 1200.
La chiesa che vediamo ora non esisteva all'arrivo di San Francesco. Qui possiamo vedere e esiste
ancora il campaliletto che San Francesco ha notato da Torcello quando cercava di orientarsi. È stata
la servizia di Francesco ed è fratti Luminati, gli eti, i primi che sono arrivati qui sotto una
cosa interessantissima, si vede ancora il pavimento, il piano del pavimento, era semplice terra battuta.
Qui ci troviamo di fronte al luogo dove pregava San Francesco. Sentiva semplicemente i sacerdote,
sentiva la gente che pregava e lui pregava come il signore staccato dalla gente. Francesco ho tornato
dalla Siria passando per Creta, da Creta arrivati in Albania. Stanco, morto, non era più capaci
di camminare. Ha staccato un ramo di pinus pinea marittima che ha trovato nel percorso e con quello
si aiutava in qualche maniera arrivare fino all'analo che l'ha portato in Italia, aveva un po'
di riposo, non aveva più bisogno e l'ha lasciata il padre Guardiano con la preghiera di tenerlo caro come
suo ricordo. È a Techido cresciuto 100, 200, 300, 400 anni. Muniti di imbarcazione privata,
l'isola è visitabile anche dal pubblico attraverso la guida di un frate.
