Un bambino di 3 anni è stato studiato dai neurologi per un sospetto di neurofibromatosi di tipo 1, poiché soddisfaceva almeno un criterio diagnostico principale (macchie sparse di color caffelatte). Ha presentato un esoftalmo assiale in OD da 5 mesi. La sua VA con il test di Pigassou era pari a 1. È stata eseguita una risonanza magnetica che ha evidenziato un ispessimento ben delimitato, omogeneo e isodenso del NO con meningi intatte, compatibile con la diagnosi di glioma del NO nella sua porzione intracanalicolare e intraorbitale, confermando così la diagnosi di neurofibromatosi di tipo 1 in quanto soddisfaceva due criteri diagnostici principali. Dato che il paziente non presentava lasso di tempo e la VA era conservata, si è deciso di sottoporlo a controlli ogni 3 mesi durante il primo anno e a controlli ogni 6 mesi durante il secondo anno. Sebbene i criteri di progressione dei gliomi ottici non siano universalmente definiti, in questo caso, a 4 anni dalla diagnosi, sia la VA che le dimensioni radiologiche della lesione sono rimaste stabili, per cui per il momento non abbiamo preso in considerazione il trattamento chemioterapico e abbiamo monitorato il paziente ogni 6 mesi, con RMN annuale.

