Presentiamo il caso di un uomo di 85 anni con una storia di adenocarcinoma prostatico trattato con analoghi LHRH, mantenendo un adeguato controllo biochimico della malattia, che ha consultato per un quadro di 2 mesi di evoluzione costituito da un ingrossamento emiscrotale sinistro, in assenza di dolore, febbre o altri sintomi. L'esame fisico ha rivelato un emiscroto sinistro più grande del normale, sotto tensione, con una massa che ha impedito l'identificazione del testicolo sinistro. Sono stati richiesti gli esami del sangue, confermando beta-HCG e alfa-fetoproteina nei range di riferimento, e l'ecografia scrotale, riportata come: "grande massa cistica a livello dello scroto sinistro, che misura 10x8,3 cm, comprimendo e spostando il testicolo, compatibile con una grande cisti dipendente dall'epididimo, anche se non si possono escludere altre possibilità, come un cistoadenoma". Sulla base dei dati clinici, e valutando le diagnosi differenziali e la situazione del paziente, gli è stata proposta un'orchiectomia bilaterale, la subalbuginea destra e l'inguinale sinistra, che ha accettato.

Il campione chirurgico pesava 550 g, misurava 11x11x9 cm e aveva una colorazione bruno-emorragica; al taglio era evidente una cavità cistica che comprimeva il parenchima testicolare. Lo studio patologico al microscopio, comprendente sezioni della parete della cisti e del resto del teste, ha rivelato una lesione cistica rivestita di epitelio piatto, con aree di ulcerazione, emorragia e tessuto necrotico; il parenchima testicolare ha mostrato intensi segni di atrofia, fibrosi e congestione vascolare, con una quasi totale assenza di cellule germinali nei tubuli seminiferi.

La diagnosi anatomopatologica è stata: cisti testicolare benigna compatibile con la dilatazione cistica della rete del testicolo.


