Paziente donna di 74 anni indirizzata dall'ambulatorio di Ginecologia all'Urologia per infezioni ricorrenti delle vie urinarie (UTI) con dolore ipogastrico di almeno sei mesi.
La sua storia personale comprende un'isterectomia per via vaginale per prolasso uterino effettuata sette mesi prima in un altro centro, che ha richiesto una riammissione 18 giorni dopo l'intervento per febbre e dolore, con una diagnosi di ascesso della volta vaginale che si è drenato spontaneamente, con la scomparsa del quadro clinico; gli esami eseguiti al momento del ricovero mostravano: Ecografia e TC di ascesso della volta vaginale senza altri reperti. Nessun DM. Nessuna ipertensione. Nessuna allergia nota. Nessuna ematuria. Nessun crampo. Sporadiche infezioni del tratto urinario. G2 A0V2, nessuna perdita.

Quando è stata indirizzata alla nostra clinica per un'infezione delle vie urinarie e un'IVU, è stata accompagnata da una semplice radiografia delle vie urinarie che è risultata normale, sebbene fosse chiaramente visibile un contorno debolmente calcificato nella pelvi nella zona della vescica, e un'ecografia transvaginale ha riportato una probabile litiasi vescicale, diagnosi per la quale è stata indirizzata al reparto di Urologia del nostro centro insieme alle ripetute infezioni delle vie urinarie.

Dato il riscontro nella radiografia semplice e nell'ecografia transvaginale di accompagnamento con una litiasi intravescicale non mobile e con l'anamnesi chirurgica a cui si fa riferimento, si sospetta fin dall'inizio la presenza di un corpo estraneo intravescicale a causa della probabile perdita del materiale utilizzato nell'intervento.
Lo stesso giorno della visita è stata eseguita un'uretrocistoscopia per confermare il sospetto diagnostico, che è stato confermato, ed è stato osservato un grosso "pallino di garza" aderente alla parete vescicale, non spostabile perché calcificato; è stata richiesta una TC pelvica per valutarne l'estensione e le dimensioni, nonché i rapporti con l'area.

Con la diagnosi definitiva di litiasi intravescicale dovuta a un corpo estraneo, probabilmente abbandonato durante l'intervento di isterectomia, è stato proposto di estrarlo tramite cistolitectomia o più correttamente "cistogasomectomia" mediante apertura della vescica, ritrovando il corpo estraneo descritto.
Dopo una buona evoluzione la paziente è asintomatica, le ripetute infezioni delle vie urinarie sono scomparse, anche se nei due anni di follow-up ha avuto un episodio isolato, la paziente conduce una vita assolutamente normale.

